L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà..

…e noi non ce lo dimentichiamo.

Non ci dimentichiamo che fra 365 giorni saremo di nuovo qui, ad analizzare le performance e lo stato delle cose prodotto dal lavoro portato avanti nel corso di tutto il 2024.

Perciò in questo consueto – e per noi direi doveroso – bilancio di fine anno, tendiamo come sempre a riporre speranze e cambiamenti in positivo nell’anno che verrà, ma con le dovute, realistiche riserve. In questo caso si tratta infatti di qualcosa che trascende dalla solita consuetudine imposta dalla tradizione.

Ma facciamo un passo indietro per analizzare meglio lo stato dell’arte e le ragionevoli aspettative da riporre nei dodici mesi a venire.

L’anno vecchio è finito ormai

Negli ultimi 2-3 anni abbiamo vissuto una malsana dimestichezza con il concetto di incertezza; l’emergenza è diventata la nuova normalità, non di rado in maniera indotta se non coercitiva.

In questo 2023 per fortuna non è stato così, del covid e del codazzo di polemiche e opportunismi ci siamo quasi dimenticati, eccezion fatta per questo strascico invernale fatto di influenze e di tentativi mediatici di creare nuovamente un clima di terrore sanitario. Tentativi, per il momento, fortunatamente falliti.

Le guerre, l’inflazione con il conseguente rialzo dei tassi di interesse e il senso generale di precarietà hanno comunque rappresentato il minimo comune denominatore anche di questo 2023 che volge al termine. Questi argomenti sono tutti tristemente collegati tra loro, a partire soprattutto dai conflitti. La guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente, i venti di guerra in Cina, Taiwan, Brasile e Venezuela, i tormenti negli stati africani continuano a minare la serenità soprattutto delle generazioni nate e cresciute in tempi di pace e non abituate a tali stravolgimenti.

Che dire? Credo che le immagini che – per fortuna – giungono a noi soltanto per via mediatica siano sufficienti a sconvolgere le nostre coscienze e a sensibilizzarci sul dramma che i conflitti rappresentino, prima di tutto sotto il profilo umano.

Ma qualcosa ancora qui non va

Tornando a noi, malgrado quanto sopra, per il settore ricettivo italiano si può comunque parlare di bilancio positivo.

Per molte destinazioni è stato anzi un anno record dal punto di vista delle marginalità, soprattutto per chi ha investito in ragionate attività di revenue e marketing [discipline a cui non ci si può più riferire separatamente] già a partire dagli anni precedenti.

In particolare, destinazioni come Venezia, Firenze e Roma [grazie anche al ritorno dei turisti di lungo raggio], ma anche Cortina, il Cadore, Jesolo e la riviera veneto-adriatica, Bormio, Cervinia e le campagne Toscane (in alcuni casi anche i litorali, come alcune importanti strutture in Maremma).

Per altre destinazioni invece è stato un anno fatto di chiaroscuri e punti di domanda. Questo a mio avviso è da imputarsi principalmente a due fattori.

Il primo è indubbiamente rappresentato dalla presunzione di poter alzare i prezzi all’infinito, non di rado a causa dell’utilizzo sconsiderato di software troppo invasivi e automatizzati nella gestione del pricing.

L’altro fattore si delinea nella scarsa lungimiranza di investimenti sui paesi mercato e nella mancata risoluzione di problemi atavici [un esempio? I trasporti da e per la Sardegna].

Le aspettative generate intorno al prodotto, la sua fruibilità e il prodotto stesso non devono mai essere persi di vista.

A onor del vero, un po’ tutti hanno dovuto fare i conti con degli strascichi negativi, retaggio del recente passato. Mi riferisco soprattutto alla ricerca e fidelizzazione del personale operativo, anche se possiamo dire che rispetto all’anno passato la situazione è in leggero miglioramento.

Anche i costi sono decisamente aumentati per tutti [non solo utenze ma anche materie prime food e non solo], spesso però ben compensati da incrementi di tariffa media a doppia cifra, oltre l’inflazione reale.

Un 2023 quindi che, tirando le somme, ha ridato speranza – e cassa – a tante strutture ricettive. Ma, proprio in virtù di ciò, è tempo di guardare avanti, ovvero all’anno che verrà e progettare il futuro!

Le domande da porsi sono sempre le stesse: come guardare al futuro e cosa aspettarci dal 2024? Quali saranno i macro-trend e gli obiettivi?

Tanti interrogativi a cui proviamo a dare risposte.

Senza verità preconfezionate ma basandoci sulla ragionevole analisi delle performance e su un’analisi delle tendenze.

Il nuovo anno porterà una trasformazione [e tutti quanti stiamo già aspettando]

Per prima cosa ripeto – e lo farò sempre – una parola a me molto cara: progettazione.

Le mosse vincenti sono quelle che in questo momento portano a progettare, poi a programmare e pianificare. Ne ho già parlato diverse volte, ma voglio ripetermi perché questo concetto è alla base del lavoro che portiamo avanti ogni giorno con le strutture che si affidano a noi.

Vale ancora di più in questo 2024, che sarà un anno delicato e complesso per le ragioni di cui ho parlato prima: le guerre [che speriamo finiscano], l’incertezza generale e la recessione/stagnazione in atto su alcuni mercati [vedi Germania in recessione da un anno e mezzo]. Mettiamoci anche le elezioni statunitensi [che portano solitamente gli americani a limitare i viaggi: già si registrano segnali di minore pressione della domanda] e il loro declassamento del livello di sicurezza per l’Europa intera [causa conflitto israeliano].

Di contro, nella seconda metà dell’anno i tassi di interesse dovrebbero scendere, concedendo un po’ di respiro ai mutui di tante imprese ricettive.

Oltre a ciò, viste le incertezze internazionali, è probabile che si torni a un aumento di turismo domestico e di prossimità, a dispetto dei viaggi a lungo raggio che avevano registrato una certa ripresa in quest’ultimo anno.

Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno?

Per progettare correttamente il futuro della tua impresa ricettiva, è inoltre importante capire e anticipare i macro-trend del 2024 e conseguentemente porsi degli obiettivi sia in termini di prodotto che di risultati economico finanziari.

Posto che ai macro-trend dedicheremo un articolo ad hoc nel mese di gennaio, voglio intanto anticipare una tematica: quella delle innovazioni tecnologiche.

Il ruolo della tecnologia nell’industria dell’ospitalità è fondamentale. È una forza trainante che continua a rivoluzionare il settore, offrendo nuovi modi per migliorare l’esperienza dell’ospite e ottimizzare le operazioni. L’intelligenza artificiale è ovviamente al centro dell’odierno dibattito.

L’AI sta per diventare un elemento chiave nel nostro settore. Può essere utilizzata per analizzare i dati degli ospiti e fornire raccomandazioni personalizzate, migliorando l’esperienza e l’interattività con la struttura. Per esempio, l’AI può analizzare le prenotazioni e le preferenze precedenti di un ospite per suggerire servizi o attività su misura.

Oltre a ciò, può anche automatizzare certe attività di routine, liberando lo staff per concentrarsi su compiti più complessi. Per esempio, chatbot alimentati da AI possono gestire richieste di informazioni di base, riducendo il carico di lavoro del personale del servizio clienti [alcuni CRM già rispondono in autonomia alle richieste più semplici].

Nell’articolo di gennaio approfondiremo il tema delle tendenze con argomenti che vanno dall’esperienze personalizzate alla sostenibilità [quella vera], non perdertelo!

Io mi sto preparando, è questa la novità

Beh, su questo diciamo che ognuno di noi fa i conti con le proprie ambizioni e aspirazioni.

Il mio suggerimento è quello di cercare intanto di CONSOLIDARE quanto ottenuto nel 2023!

Sembra banale ma non lo è affatto. Anzi, in molti casi, se non si progetta correttamente il futuro, si rischia, in preda a deliri di onnipotenza, di non andare nemmeno vicini al risultato ottenuto in precedenza.

Consolidare significa concentrarsi sul prodotto e sulla sua fruizione, sullo staff e la sua formazione, sull’utilizzo corretto degli strumenti, sul mantenimento delle iniziative di revenue e marketing che, unitamente ai processi interni di servizio, hanno prodotto il risultato del 2023.

Soprattutto, porre attenzione al rispetto delle aspettative generate negli ospiti sia nell’anno appena trascorso che nelle promesse di quel che sarà il 2024. Tutto ciò porterà di certo ad avvicinarsi e/o raggiungere [e perché no, magari a superare] quanto ottenuto in questo 2023 difficile ma ricco di soddisfazioni, anche a livello economico-finanziario.

In ultimo, il vero obiettivo da darsi resta quello di riuscire a trasmettere e infondere la stessa passione nel fare ospitalità. Questa si è la chiave del successo.

E tu che obiettivi ti poni?

Siamo certi di una cosa: sarà un anno tosto, ma di sicuro non ci annoieremo ancora una volta! 🙂

E come di consueto, a quelli che hanno niente da dire, del tempo ne rimane.

 

A presto e tanti auguri di Buon Anno!

Giovanni e tutto il team HRM Consulting