Tempo di bilancio di fine e inizio stagione, in cui possiamo finalmente affermare, senza timore di smentita, che l’estate è ufficialmente terminata e che l’inverno è alle porte!

Fa strano dirlo ai primi di Novembre ma, visto che il meteo di settembre e ottobre ci ha regalato delle giornate alquanto estive, era giusto aspettare.

Quanti di voi hanno pensato che forse era meglio allungare la stagione quest’anno?

Oggi siamo qui per tirare le fila di questa estate, capirne i tratti che hanno caratterizzato una stagione al quanto insolita, e valutare insieme le previsioni e aspettative di un inverno che speriamo sia al pari dell’anno appena trascorso.

Un po’ di dati alla mano

Dopo i toni entusiastici dei principali media nei mesi primaverili, i quali confermavano stime in aumento per la nostra cara Italia, oggi possiamo affermare, dati alla mano, che l’estate non si è chiusa per tutti con il segno positivo.

Diciamocela tutta: la situazione socio-economica di questi ultimi mesi e la variabile meteo di certo non hanno giocato a nostro favore.

L’estate 2023 si conferma generalmente una buona stagione ma per alcune strutture non certo alla pari dei numeri del 2022, con un netto calo dei viaggiatori italiani.

Secondo un’indagine di Assoturismo Confesercenti infatti, parliamo di circa un -5,7% per i turisti italiani e un +3,6% di viaggiatori internazionali.

Questo è il trend che si è delineato per i mesi di giugno, luglio ed agosto.

Sempre secondo questa indagine, questi mesi sono stati caratterizzati da una flessione dei movimenti turistici pari al -3,2% delle località marine, al -3,1% delle aree rurali mentre hanno segnato una crescita del 2,7% per le città d’arte.

Bentornati in Italia!

Quest’anno sono stati gli stranieri a salvare l’estate turistica scegliendo il nostro Paese come meta per trascorrere le proprio vacanze.

Ma da dove arrivano questi turisti stranieri?

Il mercato francese, olandese, statunitense e polacco hanno registrato una crescita significativa.

Gli arrivi provenienti dalla Repubblica Ceca, Belgio, Svizzera, Australia, Canada, Ungheria, Spagna e Regno Unito hanno avuto un trend di leggera crescita.

Stabili invece i turisti di Germania, Corea del Sud, Brasile, Israele e Scandinavia – in calo indiani, austriaci, cinesi e giapponesi.

Ma i turisti italiani? Quest’anno hanno prediletto mete all’estero come Albania, Grecia, Montenegro e Turchia.

Sicuramente il fattore economico è il principale motivo per il quale la scelta è andata su destinazioni fuori dai confini italiani.

Pioggia, sole e calamità naturali

Per completare il quadro che abbiamo delineato, non possiamo non parlare del tempo.

Il trend delle prenotazioni è spesso legato, se non direttamente proporzionale, al meteo e alle calamità naturali.

Purtroppo in Italia quest’anno diverse vicende hanno sicuramente influenzato il turismo nel nostro Paese.

Pensiamo l’alluvione in Emilia Romagna a maggio, gli incendi divampati soprattutto in Sicilia e la Calabria nei mesi di luglio ed agosto.

Per non dimenticare Puglia e la Sardegna.

È necessario inoltre mettere in conto anche l’impatto mediatico che questi avvenimenti hanno avuto sul turismo nazionale ed internazionale.

Oltre a questi aspetti, l’estate 2023 è stata meno calda rispetto lo scorso anno.

Siamo passati da un giugno freddo e piovoso a un rovente agosto ed a un ottobre piuttosto estivo.

Un 2023 alquanto bizzarro.

Montagna e macro trend, quali previsioni per il futuro?

In questo caso dobbiamo essere un pò “strabici”, ovvero: con un occhio guardare al breve periodo, per intenderci all’inverno 2024 e alla stagione sciistica, e con l’altro a quelli che sono i macro trend globali in vista anche della stagione delle città d’arte e marino balneare 2024.

Per quel che riguarda la montagna, riprendendo un articolo de Il Sole 24 ore su dati dell’Osservatorio Skipass Panorama Turismo, la stagione invernale si prevede faccia segnare un calo di presenze con però un aumento di fatturato nell’ordine del 3% circa.

Il tutto è fuori dubbio dovuto ai rincari per gli skypass, con punte del 25% in alcuni comprensori, e delle strutture ricettive, che hanno visto aumentare in modo importate le proprie ADR (ricavi medi camera) negli ultimi 2 anni.

Da quelli che sono i trend di prenotazioni per le strutture da noi seguite sia sulle Dolomiti che sulle Alpi, abbiamo un riscontro di questo tipo su alcune strutture mentre su altre la situazione è decisamente più rosea anche se notiamo, in modo abbastanza diffuso, un calo delle prenotazioni dei turisti italiani a favore di un incremento dei turisti stranieri, in particolare centro nord ed est-europa.

Passando ad una visuale più lontana, visto la costante crescita della preferenza delle mete estere per i viaggiatori italiani, ragioniamo sui macro trend.

Rispetto a quanto detto sopra, il comparto turistico italiano dovrà di certo puntare sui turisti internazionali adeguandosi a 3 trend globali (noi li avevamo già evidenziati a fine 2021!):

  1. I dati indicano che il turista del prossimo decennio proverrà soprattutto dall’Asia. Parliamo di un turista che sceglierà destinazioni che possano garantire esperienze uniche, meglio se di lusso. Parliamo quindi di turismo esperienziale.
  2. Dal 2019 stiamo assistendo all’evoluzione della vacanza in termini di sostenibilità e digitalizzazione. La competizione tra gli operatori si baserà sulla corretta ed efficiente comunicazione dei servizi green offerti e su offerte personalizzate.
  3. Le destinazioni predilette saranno mete meno popolari, poco turistiche con un potenziale bilanciamento tra Nord e Sud Europa, parlando quindi di Undertourism.

 

Oltre a questi Trends, la grande instabilità Geo Politica e l’incertezza economica italiana ed europea (Germania e Francia in primis), giocheranno un ruolo importante nelle movimentazione turistiche del 2024.

Mentre però la prima può paradossalmente giocare un ruolo positivo per il turismo domestico, questo effetto rischia tuttavia di essere inficiato dalla seconda, ovvero dalla difficoltà delle famiglie italiane ed europee, sia per l’imminente stagione sciistica che per quella marina balneare del prossimo anno.

A tal proposito, in particolare sul marino balneare 2024, stiamo notando una diffusa tendenza degli italiani ad anticipare in modo importante le prenotazioni per l’estate prossima.

Come rimanere competitivi ed aggiornati sui continui cambiamenti del settore?

Qui potremmo scrivere un altro articolo, ma partiamo dalla condivisione di questi dati:

  • +29% incremento della percentuale di occupazione

  • +31% incremento del ricavo medio camera

  • +39% incremento del fatturato delle camere

Questi sono i risultati medi reali basati su un set di 10 strutture seguite da HRM Consulting secondo un’analisi degli andamenti negli ultimi 2 anni e mezzo (le strutture sono tra loro diverse per destinazione, posizionamento, classificazione alberghiera, numero di camere e servizi).

Questo per dire che se una struttura ha ben chiari gli obiettivi di redditività da perseguire secondo una determinata strategia di revenue management e marketing (se ti chiedi perché ho proprio nominato questi due ambiti leggi questo articolo), non dovrebbero esserci sprechi importanti in termini di risorse e liquidità. Che ne pensi?

Come ti dicevo all’inizio, alcune strutture non hanno avuto un bilancio positivo quest’estate.

Ora mi prenderai per presuntuoso ma… te lo devo proprio dire.

Le strutture ricettive da noi seguite invece, hanno avuto degli ottimi risultati rispetto alla performance del 2019 e non solo, in alcuni casi siamo riusciti a portare a casa la miglior stagione di sempre!

Se sei curioso di capire e venire a scoprire cosa consiste il nostro Metodo HRM, ti consiglio di fissare subito una prima consulenza gratuita.

A presto!

Giovanni