Oggi chi lavora nel mondo dell’hospitality (e anche in molti altri settori), ha a propria disposizione un’enorme risorsa: i dati.

Disponiamo di una quantità pressochè infinita di dati proveniente da altrettante piattaforme: Internet, gli smartphone, i computer, tutto ciò che è connesso e le attività che vengono compiute lasciano dietro di sé tracce digitali che possono essere rintracciate e analizzate.

Però ciò che conta alla fine non è la quantità ma cosa esattamente se ne fa di tutti questi dati.

Vediamo insieme perché sono così importanti e soprattutto come utilizzarli all’interno del proprio hotel.

4 modi per utilizzare i big data nell’hospitality

1- Per operazioni di marketing

Gli ospiti dell’hotel sono estremamente vari, dai viaggiatori d’affari alle famiglie, da coloro che si muovono con un budget limitato, a coloro che cercano qualcosa di speciale per un’occasione particolare e non badano a spese.

I big data offrono permettono di identificare il target ed il tipo di contenuto di marketing più adatto da comunicare.

Ad esempio, i dati demografici sono utili per poter “targhettizzare” al meglio le campagne online.

Capire il pubblico cui ci si rivolge permette di creare contenuti scritti ad hoc, con il giusto tono di voce, per attirare l’attenzione del target specifico di interesse.

E solo analizzando i dati in tuo possesso può aiutarti a capire chi è interessato alla tua struttura.

2- Per personalizzare la Guest Experience

Un altro modo in cui i big data possono essere di grande utilità nel settore dell’ospitalità è in relazione all’esperienza dell’ospite.

I big data ti possono aiutare a capire la percezione e l’opinione che hanno i tuoi ospiti in merito al tuo hotel e ai servizi proposti, capendo i tuoi punti di forza e di debolezza.

Fortunatamente l’industria alberghiera è un mondo in cui gli ospiti sono felici di far sentire la loro opinione, anche se per raccogliere i dati è necessario analizzare diverse piattaforme.

Gli ospiti fanno sentire la loro voce attraverso i feedback sui social media, recensioni pubblicate su portali dedicati e nelle OTA.

Una volta fatto questo lavoro di raccolta e analisi puoi capire cosa piace agli ospiti o dove è necessario intervenire.

3- Per l’analisi dei competitor

I dati raccolti dall’hotel possono essere utilizzati per avere un’immagine più chiara della concorrenza.

Attraverso i social media e altre piattaforme, le opinioni degli ospiti sono rese pubbliche e quindi accessibili a chiunque: come puoi vedere la percezione che hanno di te i tuoi ospiti, puoi capire cosa pensano altri viaggiatori che hanno visitato le strutture dei tuoi competitor.

Tali informazioni possono aiutarti a capitalizzare le carenze dei tuoi concorrenti o a capire cosa dover implementare nella tua struttura.

In altre parole, se un tuo competitor viene continuamente elogiato per il menu del suo ristorante, forse è il caso di vedere cosa propone per poter prendere ispirazione; se viene criticato per la poca disponibilità dello staff, sai che tu invece puoi contare sul tuo ottimo team.

Ma puoi anche capire quali sono le tendenze del momento e cosa cercano i viaggiatori nel momento contingente per poterti adattare e restare al passo coi tempi.

4- Nel Revenue Management

Grazie a software dedicati (i cosiddetti RMS, Revenue Management System) che si interfacciano direttamente con il PMS (Property Management System) si possono estrapolare e analizzare i dati storici di una struttura alberghiera (in alcuni casi anche dei competitor) per elaborare strategie di pricing e prospettive di vendita.

In poche parole, questi programmi consentono di effettuare analisi predittive, consentendo agli albergatori di anticipare più accuratamente i livelli di domanda delle proprie camere e di conseguenza aggiustando le tariffe.

Esempi della tipologia di dati che possono essere utili sono i tassi di occupazione passati, prenotazioni attuali sul sistema oltre che i diversi indicatori di performance (RevPar, RMC ecc), metriche chiave delle prestazioni, ma anche dati esterni, come informazioni su festività o eventi che possono generare un incremento di domanda.

Una volta che i big data sono stati utilizzati per prevedere la domanda, si possono adottare le misure del caso per ottimizzare le tariffe delle camere, al fine di massimizzare entrate e profitti.

Essere muniti di un buon RMS significa avere a disposizione un potente strumento di analisi grazie al quale perfezionare le tariffe in base al periodo, ma anche intervenire in modo ragionato sui servizi, sulla comunicazione, sugli investimenti pubblicitari e tutto ciò che concorre a portare profitti all’hotel.

I Big data nel post Covid

Prima dello scoppio della pandemia di Covid-19 i big data erano (e continuano ad essere) un valore importante per il revenue per capire e programmare il pricing all’interno della struttura alberghiera.

Ma oggi, che veniamo da quasi due anni di domanda non parametrabile e discontinua, è più che mai necessario l’intervento umano.

Abbiamo e stiamo vivendo una situazione improvvisa, incerta ed altalenante e non possiamo riporre una ceca fiducia in un sistema che non legge questi cambiamenti.

In futuro l’evoluzione dei sistemi di RMS dovrà avrà avere un’ulteriore accelerata, i software dovranno essere sviluppati nell’ottica di leggere questo tipo di situazioni “anomale”.

Insomma, far gestire i prezzi da un algoritmo diventa rischioso!

Dopo quasi due anni di pandemia si auspica un ritorno alla normalità e sarà importante farsi trovare pronti , come sarà altrettanto importante adottare sistemi che consentano di automatizzare, per quanto possibile, la gestione del pricing, ma sempre con un occhio attento a quelle situazioni contingenti che l’algoritmo non legge.

In alcuni casi è bene affidarsi a chi sa leggere questi dati, professionisti che con numeri alla mano, possono indicarti le giuste strategie di pricing per il tuo hotel.

Se questo argomento ha suscitato il tuo interesse, contattaci per una chiacchierata di approfondimento!

Buon lavoro,

Giovanni