Ne avevamo già parlato in un articolo precedente qui sul nostro blog, la SPA in hotel è un servizio sempre più diffuso, che può essere utile ragionare all’interno del proprio business ricettivo, ma non senza un’attenta analisi di fattibilità.
Abbiamo deciso di parlare con chi ha fatto della SPA il proprio core business, fornendo un servizio di consulenza a quelle strutture che decidono di cimentarsi in questa nuova sfida, oppure rinnovare l’esistente centro benessere in hotel: Mauro Dellandrea.
La SPA in hotel qualche tempo fa era un “lusso” che poche strutture ricettive vantavano di avere. Oggi è sempre più diffusa, quasi un must. Secondo te a cosa è dovuta questa espansione?
Innanzitutto una precisazione: quando parliamo di SPA e centro benessere c’è ancora molta confusione.
SPA, che significa Salus per Aquam (ovvero salute attraverso l’acqua) vuole indicare quell’ambiente in cui, appunto, c’è l’elemento acqua in tutte le sue coniugazioni (bagno turco, percorso Kneipp, docce emozionali, cascata di ghiaccio o di acqua fredda).
Annessa alla SPA troviamo il centro benessere dove ci sono le cabine per massaggi e trattamenti.
Negli ultimi 5 anni il volume di ricerca della parola chiave “hotel con centro benessere” oppure “hotel con spa” sul web è aumentato esponenzialmente.
Prima si ricercava hotel con palestra o con piscina, ora la tendenza è quella di ricercare la SPA in hotel, qualunque sia la tipologia di viaggio.
Sicuramente è dovuto ad una sempre maggiore ricerca di benessere a 360°. Non solo si va in vacanza per riposare, ma anche per mangiare bene, per stare bene ad un livello più globale, e di certo soggiornare in un hotel che permette un totale abbandono nel proprio centro benessere completa il viaggio.
Cosa suggerisci a quegli hotel che stanno pensando di investire nella costruzione di una SPA?

Premetto che si tratta di un investimento importante, quindi prima di muovere qualsiasi passo in questa direzione è importante eseguire un’analisi di fattibilità, non solo di costi, ma anche valutare gli spazi a disposizione.
E’ altresì importante compiere un’analisi della propria clientela per capire se un servizio di questo tipo è in linea con le loro esigenze ed aspettative.
E’ fondamentale mettere sul piatto della bilancia sia i costi che i benefici.
Questi ultimi senz’altro sono molti, in quanto la presenza di un centro benessere i cui servizi sono fruibili durante tutto l’anno permette di destagionalizzare l’hotel.
Può risultare utile anche per un hotel business (che quindi lavora prevalentemente durante la settimana) per attirare una nuova clientela nei weekend.
Per ciò che concerne gli spazi, va tenuto in considerazione (ma spesso viene dimenticato!) il fatto che gli ospiti trascorrono molto tempo stesi a riposare tra una sauna e un bagno turco, a leggere o a sorseggiare tisane, per cui è necessario dedicare ampi ambienti alle aree relax.
Anche le cabine per i trattamenti devono avere dimensioni adeguate per permettere i movimenti degli operatori e non dare una sensazione di luogo angusto e poco areato.
Quali sono le caratteristiche fondamentali dello staff preposto?
Fondamentale è la preparazione tecnica e professionale di tutto il team (massoterapisti ed estetiste), ma è ancora più importante l’attenzione al servizio di accoglienza.
Già dal primo sorriso l’ospite dovrà sentirsi in un ambiente confortevole e seguito da un team di professionisti che possono ascoltare le sue esigenze e consigliarlo al meglio.
Purtroppo nel nostro Paese siamo ancora lontani da questo tipo di approccio, molte volte viene consegnato l’accappatoio e l’ospite viene abbandonato a sè stesso all’interno della SPA.
In realtà, vanno accuratamente spiegate le funzioni delle varie aree, l’ordine in cui devono essere vissute, la durata, i benefici che se ne ottengono.
Per questo motivo lo staff non solo deve essere preparato, ma offrire un servizio di accoglienza e istruire al corretto utilizzo dei vari ambienti.
Il design e l’ecosostenibilità hanno una notevole influenza sulla costruzione di una SPA, qualche suggerimento sulla scelta degli arredi e dei materiali da utilizzare?
La SPA si dovrebbe presentare come un ambiente il più naturale possibile ed è per questo che deve essere posta attenzione alla scelta dei materiali, che dovranno essere collegati al “green”.
Mi riferisco non solo al legno o ad altre materie a basso impatto ambientale per la costruzione e l’arredo degli ambienti, ma anche ai prodotti che vengono utilizzati in cabina.
Al bando quelli che contengono petrolati o parabeni, attenzione anche al packaging che dovrà essere altrettanto “green” senza plastica o altro.
Consiglio di promuovere prodotti Made in Italy, non serve andare oltralpe per trovare qualità ed efficacia nei cosmetici.
Desidero puntualizzare che, mentre la SPA è un centro di costo, il reale centro di ricavo è proprio la zona benessere dove vengono effettuati i trattamenti in cabina, per cui è importante utilizzare creme e oli di qualità che poi potranno essere proposti e venduti in uno shop dedicato.
Quale sarà il futuro della SPA in questo post COVID? Vedi evoluzioni o nuove tendenze nel breve periodo?

Questa pandemia ha senz’altro posto l’attenzione sulle misure di sicurezza, intese come pulizia e distanziamento.
Una “naturale” evoluzione sarà la ricerca di SPA private, ovvero come spazi in cui potranno stare dalle due alle quattro persone al massimo.
In quest’ottica si potrà proporre un servizio più esclusivo e attento al cliente (che giustificherà un costo più elevato, che a sua volta porterà un revenue maggiore).
La mia raccomandazione, come ho detto prima, è di prestare la massima attenzione all’ospite, investire in qualità e servizio: un ospite soddisfatto è il miglior risultato di qualsiasi investimento.
Un sentito grazie a Mauro Dellandrea per averci chiarito ancora meglio cosa significhi approcciarsi al mondo delle SPA e dei Centri Benessere, confidando di incontrarci ancora per approfondire l’argomento.
E tu, a che punto sei con questo tipo di investimento?
Alla prossima,
Giovanni
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