Anche se ultimamente se ne parla tanto, siamo sicuri che non tutti conosceranno i CondHotel.
Un nuovo modello di ospitalità farà concorrenza ad Airbnb e al mercato degli affitti brevi.
Forse.
Proviamo a fare un po’ di chiarezza su questa nuova formula di ospitalità, cercando di capire quali sono i vantaggi e facendo un quadro sulla situazione del Turismo nel nostro paese.
Cosa sono i CondHotel
Dopo aver spopolato in giro per il mondo, la formula del CondHotel è arrivata anche in Italia e, dopo un primo periodo durante il quale si è svolta in maniera selvaggia, sono arrivate le prime avvisaglie di regolamentazione.
La novità principale è la menzione che viene fatta, per la prima volta anche in Italia, sulla Gazzetta Ufficiale, il 6 marzo 2018 (in vigore dal 21 marzo, dopo l’approvazione della Corte dei Conti il 27 febbraio 2018 e la firma della Presidenza del Consiglio il 17 gennaio 2018).
Secondo la Gazzetta ufficiale un CondHotel è:
“un esercizio alberghiero aperto al pubblico, a gestione unitaria, composto da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale”
In altre parole, si tratta di un albergo con stanze e miniappartamenti con cucina autonoma, che possono anche essere venduti per una destinazione residenziale.
Queste sistemazioni possono trovarsi in una struttura unica, oppure in più strutture all’interno della stessa area cittadina. Poi, i CondHotel oltre alle stanze, possono sempre fornire tutta una serie di servizi accessori, come il servizio ristorante o altro.
Come funzionano
I CondHotel possono vendere il 40% della loro struttura.
Questo significa che un privato può decidere di acquistare camere o appartamenti, che si trovano all’interno della struttura ricettiva, e per legge, questa porzione non può superare il 40% della superficie totale.
Chi acquista è proprietario a tutti gli effetti di quello che ha comprato.
E, nei periodi dell’anno in cui non usufruisce di questa casa, la proprietà a uso residenziale è gestita dall’albergo stesso in base ad un accordo, e al consenso del nuovo proprietario, che ha diritto ad una percentuale sull’affitto compresa tra il 30 e il 60%.
Chi gestisce l’hotel deve fornire anche alle unità abitative ad uso residenziale tutti i servizi tipici di una struttura ricettiva alberghiera, per il periodo stipulato nel contratto.
Vantaggi dei CondHotel
Si ma perché fare la propria vacanza in una struttura di questo tipo?
I vantaggi sono tanti e molti di questi interessano i clienti della struttura.
Trattandosi infatti di un’attività ibrida, un po’ hotel, un po’ casa vacanza, un po’ condominio, permette di modulare una vacanza in base alle proprie necessità.
Infatti, i CondHotel possono interessare sia i turisti che fino ad oggi hanno preferito prenotare una casa vacanza anziché un albergo, ma anche tutti quelli che di solito fanno soggiorni brevi, o che non sono soddisfatti della vacanza in hotel, preferendo invece strutture ricettive extra-alberghiere.
I clienti di un CondHotel potranno godere di tutti i servizi e i piaceri di una vacanza, ma con più privacy, come se fossero a casa propria.
Negli Stati Uniti infatti, questo tipo di struttura ha la forma di grandi appartamenti o case vacanze di lusso, in aree particolarmente costose o di grande interesse turistico.
Altri vantaggi, soprattutto per chi gestisce questa struttura, sono nelle agevolazioni e nella vendita ai privati.
Sarà più facile ristrutturare e riqualificare. Chi decide di investire su un CondHotel potrà guadagnare dall’investimento immobiliare, affittandolo senza pensieri quando è vuoto.
Resta sempre da verificare il posizionamento di queste attività, cosa che dipenderà assolutamente dalle scelte imprenditoriali iniziali.
Come si apre un CondHotel
Per aprire un CondHotel ci sono alcune condizioni che devono essere rispettate.
Innanzitutto, una struttura ricettiva deve avere almeno tre stelle, e devono esserci almeno sette camere per l’esercizio di questa attività.
Le unità abitative ad uso residenziale devono invece essere lontane al massimo 200 metri dalla struttura principale, con stanza e cucina autonoma.
La portineria invece dovrà essere unica, sia per gli ospiti dell’albergo che per i proprietari delle unità abitative a uso residenziale.
Questi requisiti, secondo le regolamentazioni, non è fondamentale che siano presenti fin da subito, ma dopo l’intervento di ristrutturazione.
Sarà infatti possibile trasformare in unità abitative parti esistenti della struttura o unire un certo numero di appartamenti vicini. Infine sarà possibile avere un ingresso separato per dipendenti e fornitori.
Il rapporto tra struttura e proprietario
Uno degli aspetti a cui occorre fare più attenzione è la gestione dei CondHotel.
Infatti, bisogna chiarire quale sia il rapporto tra il proprietario dell’unità residenziale e la struttura ricettiva.
In base alla legge entrata in vigore il 21 Marzo scorso, il CondHotel è un esercizio alberghiero a gestione unitaria, composto da una o più unità immobiliari suddivise in parte in stanze e in parte in miniappartamenti composti da una stanza con cucina.
Questi miniappartamenti sono messi in vendita singolarmente e chi li acquista ne diventa proprietario a tutti gli effetti, ma con la possibilità di utilizzare l’alloggio solo per un periodo di tempo predeterminato, indicato nel contratto.
Al di fuori di questi periodi il miniappartamento sarà gestito direttamente dal responsabile della struttura che lo darà in locazione e poi dividerà gli incassi con il proprietario dei locali.
E tu, ci andresti in vacanza o hai mai pensato ad aprirne uno?
Facci sapere,
A presto!
Laura
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