Di quanto sia complicato mettere insieme uno staff affidabile ne abbiamo già parlato.
Eppure si tratta di uno degli aspetti più importanti del Revenue perché un team affiatato, preparato e motivato, è il tuo miglior venditore, sia che si parli dell’addetto ai piani che del receptionist. Non è quindi un aspetto da trascurare, quando si pianifica il proprio lavoro.
Oggi abbiamo intervistato Anna Silvestri, Responsabile Italia di Jooble.
Chi meglio di lei può raccontarci qualcosa di più su questo argomento?
Ma iniziamo con le domande
Chi offre e chi cerca lavoro: quale posizione è più difficile?
Entrambe.
Talvolta può succedere che, presi dal desiderio di trovare qualcuno, da parte dell’albergatore, o di cercare un’occupazione, non si valuti con la dovuta attenzione le proposte che ci vengono fatte o, peggio ancora, si accetti il primo posto che capita.
Si tratta di due errori strategici molto gravi, soprattutto perché si rischia di ritrovarsi nel giro di poco in una situazione ancora più frustrante rispetto a quella precedente.
Ci sono pertanto delle analisi che è opportuno fare quando si cerca un nuovo lavoro o nuove risorse per il proprio albergo. Alcune di queste verifiche riguardano la fase di ricerca, altre invece si possono fare in sede soltanto di colloquio.
Su quali aspetti indagare, durante il colloquio?
Innanzitutto è importante fare chiarezza su quali siano le motivazioni della persona che si vuole inserire nello staff. Il cambiamento è solo di natura economica?
Oppure è legato alla volontà di crescere o di migliorare la propria quotidianità in termini di ambiente lavorativo?
Sulla base delle risposte che ci verranno date sarà più facile organizzare meglio la ricerca.
Poi è fondamentale capire quale ruolo la persona che abbiamo davanti intende ricoprire, qualora la candidatura andasse a buon fine.
Il colloquio: come affrontarlo da entrambe le parti
Quando si va a un colloquio di lavoro si assiste a una sorta di trattativa di “marketing reciproco”.
Questo significa che ciascuna delle due parti, il selezionatore e il candidato, tenterà di vendere al meglio da un lato le caratteristiche della posizione aperta, elencandone tutti gli aspetti positivi, dall’altro le proprie competenze.
In questa fase è essenziale ridurre al massimo i rischi di fraintendere le informazioni riguardanti il profilo in questione: diventa pertanto di estrema importanza prepararsi molto sull’azienda e essere in grado di formulare domande precise e specifiche sul ruolo.
È importante che entrambe le parti si informino preventivamente sull’organizzazione, sia attraverso Internet che off line.
Qual è il decalogo delle domande che potrebbero essere fatte ad un albergatore, in sede di colloquio?
Di solito si pensa sempre a quali domande fare, quando si cerca qualcuno da integrare nel proprio staff e mai a quali domande possono essere fatte al responsabile della selezione.
Dovete aspettarvi che vi venga chiesto quali sono i valori e la cultura aziendale, se esistono delle concrete possibilità di crescita, quali sono le modalità di relazione all’interno dell’azienda e se quest’ultima è strutturata con una gerarchia rigidamente piramidale oppure c’è un’orizzontalità dei rapporti.
Inoltre, dovete aspettarvi che vi vengano chieste maggiori delucidazioni sui contenuti fattivi e operativi della posizione che la persona andrà eventualmente a ricoprire, per quale motivo la posizione è aperta e se sia possibile incontrare il responsabile diretto.
Infine, probabilmente la persona a colloquio desidererà conoscere il team con cui dovrà lavorare e vedere l’ambiente fisico dell’azienda. Alcune persone hanno problemi con gli open space, altri con gli spazi separati, ed è bene che la
Nulla deve essere dato per scontato, niente va lasciato al caso.
La cosa fondamentale è sapersi immedesimare. Per far sì che tale identificazione sia efficace è opportuno raccogliere nel corso del colloquio il più ampio numero possibile di informazioni, da una parte a dall’altra.
Proprio per questo tale fase analitica è davvero imprescindibile e da non sottovalutarsi: bisogna sempre pensare alle nuove opportunità come una possibile via verso l’innovazione e il miglioramento, e non devono diventare motivo di regressione. Occhio ai passi indietro: sono fortemente penalizzanti!
Come avrai capito da quello che ci ha raccontato Anna Silvestri,
il momento del colloquio è molto importante, ma è solo l’inizio.
Infatti, subito dopo aver selezionato collaboratori preparati ed efficienti, bisogna pensare a costruire per loro un progetto.
E tu, sei pronto?
A presto!
Laura
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