Quale futuro e quali opportunità per gli Hotel? La domanda rimbomba nelle menti degli addetti ai lavori e tutti cercano di capire quale sarà realmente lo scenario che ci aspetta.
Sappiamo fin troppo bene che il turismo è stato il settore maggiormente colpito dalla pandemia di Covid-19; ma se da una parte ha subito una forte battuta d’arresto, dall’altro lato si sta rivelando resiliente, dimostrando di sapersi evolvere ed adattare alle nuove esigenze e trend che questa situazione ha portato con sé.
Si stanno delineando quindi nuovi scenari e nuove tendenze che andranno a caratterizzare l’estate 2021, ma che probabilmente definiranno le nuove caratteristiche dei viaggiatori e delle mete negli anni futuri.
Prossimità, natura e turismo slow
Anche quest’anno si riconferma il turismo di prossimità, la maggior parte degli italiani sceglierà di trascorrere le vacanze nel nostro Bel Paese e non lontano da casa.
In particolare, è accentuato il desiderio di contatto con la natura, di vacanza all’aria aperta, visitando piccoli borghi, angoli sconosciuti ai più o almeno poco frequentati, concedendosi pause enogastronomiche.
Sì, perché non sono la voglia di viaggiare c’è sempre stata, ma anche quella di mangiare e bere bene non si è mai assopita.
L’enogastronomia guiderà le scelte, o comunque rientrerà tra i fattori di scelta, delle mete dell’estate italiana: le strade del vino e dell’olio, i distretti dei prodotti DOP sono potenziali attrattori.
Cavalcando quest’onda, non sono pochi gli esempi di cantine che si sono avvicinate all’hotellerie, unendo alla loro offerta vitivinicola ed enogastronomica anche spazi per il soggiorno, il tutto circondato dal tipico paesaggio naturale.
Workation e Staycation

Questi due neologismi si allacciano perfettamente con quanto scritto poco sopra.
Il primo si riferisce ad una vacanza che permetterà di lavorare da remoto in un luogo di villeggiatura, il secondo indica una modalità di soggiorno più prossimo, tipico di chi si sposta, per vacanza o smart working, all’interno della propria regione o non troppo distante alla propria abitazione.
Anche in questi casi vengono predilette le mete più a contatto con la natura o i piccoli borghi, che consentono di lavorare in tranquillità e che una volta terminati gli impegni possano far immergere in un paesaggio piacevole, accogliente e far rigenerare con qualche buon piatto locale.
Questa potrebbe essere (finalmente!) l’occasione per le strutture ricettive di valorizzare e legarsi al territorio.
Quest’ultimo dovrà dimostrarsi “virtuoso”, in grado di creare sinergia tra i vari attori per creare un sistema di accoglienza per questa nuova domanda.
Ceno dunque dormo

Un altra opportunità, non del tutto opposta a quanto detto finora, riguarda lo sviluppo delle attività interne alla struttura.
Di una in particolare, croce e delizia di tanti albergatori: Il ristorante interno!
Si può infatti pensare a valorizzare il ristorante interno al proprio hotel, dandogli (finalmente, lo ripeto anche qui) vita propria.
Il ristorante dell’hotel può diventare meta dello spostamento, favorendo quindi anche l’occupazione delle camere.
L’hotel potrebbe infatti non essere più visto come il luogo dove si pernotta e, dato che ci si trova lì, si cena nell’annesso ristorante, bensì, il contrario: il ristorante interno all’hotel viene individuato come destinazione, e dati i vincoli di orari, ci si ferma a dormire.
Insomma, da B&B a D&B.
Un luogo insomma non a solo appannaggio dei turisti, ma anche di convivialità, esperienziale per chi vi abita vicino.
Prima di essere tacciati di utopismo e come sognatori, chiariamo il concetto: per offrire questo tipo di servizio e aprire le proprie porte anche ad ospiti “esterni” è necessaria un’attenta progettazione dei quello che vogliamo diventi il nostro ristorante.
A ciò va fatta seguire una strategia di marketing puntuale, sia on line che off line, con azioni programmate e strumenti idonei.
Sarà necessario rivedere la propria proposta culinaria che dovrà essere così allettante da giustificare lo spostamento; il menù dovrà essere innovativo, gourmet, fornire una reale esperienza.
Se ben strutturato, questo porta senza dubbio ad un aumento dei revenue dell’intera struttura ricettiva.
Un ristorante di prestigio, o almeno ben posizionato, avrà un effetto trascinante per gli altri comparti. Non solo.
Una conseguenza sarà di certo l’innalzamento del valore percepito dell’hotel che a sua volta giustificherà un aumento delle tariffe e quindi di revenue.
Il settore alberghiero si trova davanti a una grande sfida.
La pandemia ha accelerato alcune tendenze che rivoluzioneranno il settore, ma ha anche forgiato nuove abitudini e bisogni che guideranno le scelte strategiche future.
Per quello è importante monitorare con attenzione i trend, per non farsi trovare impreparati, ma anzi, pronti a cogliere nuove opportunità di crescita e quindi di revenue.
Buon lavoro!
Giovanni
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