Ciò che abbiamo vissuto nell’ultimo anno ha portato a notevoli cambiamenti nelle nostre vite, nel nostro lavoro e anche nel nostro modo di fare vacanza.
Molti settori si sono dovuti riadattare alle nuove tendenze che sono scaturite dal post-Covid19.
Il segmento Luxury non è stato un’eccezione, anzi, sta vivendo una nuova e piuttosto inaspettata fase in quanto si stanno delineando nuovi concetti e sinonimi del lusso stesso.
Il lusso sta cambiando il proprio significato, che sfugge dagli stereotipi cui siamo sempre stati abituati.
Il lusso “classico” è legato alle mode, ai brand famosi, al possesso di qualcosa (di costoso); la nuova versione è quel lusso quasi discreto, di chi magari ha già vissuto la prima fase e ora ricerca qualcos’altro di più autentico e meno ostentato.
Il target cui ci si rivolge sono i baby boomers (i nati dopo il secondo dopoguerra) ma anche i millenials benestanti (nati fra la metà degli anni 1980 e la metà degli anni 1990) che sfuggono dagli stereotipi del lusso tradizionale.
Vediamo queste nuove accezioni.
Lusso come unicità

Al bando quegli hotel che ostentano esorbitanza o fanno sfoggio di costosa eleganza, ora il lusso risiede nella ricerca del luogo unico.
Unicità che può essere data dalla proposta culinaria, meglio se strettamente legata al territorio; unicità che si lega all’autenticità e genuinità, di prodotti e della loro preparazione.
Si parla di lusso delle esperienze riservati a pochi, di avere tempo da trascorrere in luoghi unici e originali, magari gustando le specialità locali.
Ecco quindi che il lusso si ridefinisce sempre più come possibilità di accedere a luoghi e momenti che si vivono una volta sola nella vita, piuttosto che come prezzo (molto alto) da pagare o qualcosa di tangibile da ottenere.
Si conferma inoltre l’interesse per sistemazioni extra-alberghiere di charme come i trulli in Puglia, case rupestri a Matera, agriturismi e b&b in dimore storiche.
Vengono sempre più gettonati piccoli ristoranti di charme con pochissimi coperti, le cene tra i vigneti, monumenti a ingresso contingentato, passeggiate su sentieri isolati, soggiorni in location “ardite” (fari, case sugli alberi ..) le possibilità sono infinite.
Il lusso come esperienza
Come scrivevo poco sopra, il lusso indica quella raffinatezza, distinzione, costosa eleganza, che magari si ritrovava in passato in alcuni 5 stelle in cui il personale era in livrea e serviva ai tavoli in guanti bianchi.
Oggi anche negli hotel più blasonati, si guarda meno a questo tipo di apparenza, ma il lusso si esprime attraverso altri criteri, come il design, la tecnologia, le facilities, le esperienze.
Ora il target del nuovo lusso sceglierà l’hotel perché sa che lì potrà vivere delle emozioni e delle esperienze che arricchiranno non solo il viaggio stesso, ma anche la sua vita. E queste esperienze non sono date necessariamente da un hotel 5 stelle.
Ma l’esperienza viene ricercata anche al di fuori delle mura dell’hotel, ora si cerca di avvicinarsi alle persone del posto, scoprirne usi, costumi e tradizioni.
Esperienza che magari essendo per pochi diventa “Luxury”.
Lusso come personalizzazione dell’offerta
L’ospite del “nuovo” lusso desidera essere coccolato e avere la percezione di avere una vacanza su misura per sé, diversa dal vicino di stanza.
Si può puntare proprio sulle “coccole”, quei piccoli (in termini di costo per te albergatore) servizi aggiuntivi ma che possono dare massima resa in termini di soddisfazione del cliente.
Un upgrade, una maggiore cura degli allestimenti degli spazi per ristoranti, la scelta dei prodotti per la colazione, la proposta di escursioni ed esperienze nuove e originali fuori dall’hotel, tutto questo sarà apprezzato dall’ospite, lo farà sentire atteso e al centro dell’attenzione.
La tipicità locale viene sempre più ricercata e apprezzata, quindi puoi proporre golose amenities (ad esempio un piccolo sacchetto di biscotti tipici preparati in casa e fatti trovare in camera all’arrivo) oppure un pranzo al sacco in versione “gourmet”.
Lusso come ecostenibilità

L’attenzione all’ambiente e alle strutture “green” sono criteri di scelta che guidano le nuove generazioni di viaggiatori e sta aumentando la percentuale di turisti disposti a spendere di più per premiare quelle strutture che dimostrano attenzione e sensibilità nei confronti dell’ambiente.
In questo contesto i viaggiatori Luxury stanno dando sempre più priorità a hotel e destinazioni eco-responsabili.
Un esempio sono quelle strutture plastic free (o che comunque limitano di molto l’utilizzo della plastica, ad esempio per le borse, per i contenitori, per il Vanity set), che utilizzano carta riciclata, legnami provenienti da foreste certificate, fino all’allestimento di punti di ricarica per auto elettriche.
Lusso come distanziamento

Per mesi siamo stati costretti a stare lontani e distanziati; ancora oggi, siamo obbligati a mantenere le dovute distanze, ma forse si è anche capito che ogni tanto, staccare da tutto e da tutti non è poi così male.
Il distanziamento sociale, da necessità sta diventando consuetudine.
Questo tipo di esigenza non va d’accordo con l’overtourism. Molte destinazioni hanno infatti perso gran parte del loro appeal proprio perché troppo affollati.
I viaggiatori del settore luxury sono sempre più alla ricerca di destinazioni poco conosciute, magari guidati da persone del luogo.
Oppure, semplicemente vengono privilegiate quelle destinazioni che, data la loro location, permettono un distanziamento naturale, come hotel in montagna, borghi rurali.
Per concludere, anche se il tuo hotel non è di “lusso” nel senso classico del termine, puoi comunque adottare alcune strategie per rendere il soggiorno dei tuoi ospiti il più personalizzato e unico possibile. Dalle amenities in camera, alla proposta culinaria fino alle esperienze al di fuori dell’hotel.
Non dimenticare il legame con il territorio, ora più che mai è arrivato il momento di legarsi ad esso, valorizzarlo e fare sistema. Per uscire da tutto questo forti e coesi.
Sei pronto?
Buon lavoro,
Giovanni
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